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TERRITORIO

 

La coesistenza del Monte Etna e del fiume Alcàntara, fa si che il profilo pedo-climaticosia unico e inconfondibile nel suo genere. 
Il territorio presenta un sistema ecologico straordinario. Forti escursioni termiche tra le ore diurne e notturne supportano le coltivazioni.

 

La ricchezza della coltivazione olivicola e vinicola in Sicilia è testimoniata sin dai tempi antichi. Nella valle dell'Alcantara sono diversi
gli esempi tangibili legati alla dominazione Fenicia, che dal 
XIII secolo A.C. introdussero la coltivazione dell'Olea Europea
attraversando l'importante crocevia rappresentato dal territorio di Randazzo.

La coltivazione della vite nell’area compresa fra il mar Jonio e l’Etna risale al XVII secolo A.C., come già descritto nell’Odissea e
confermato dal ritrovamento di viti fossili e palmenti rupestri. 
Dalla seconda metà del 1700 la viticoltura assume un’importanza tale
da modificare il paesaggio e il suo sviluppo
è accompagnato da quello economico, demografico e urbano.
I viaggiatori del Grand Tour nell’800 descrivono la Contea di Mascali come un vero giardino mediterraneo:
"era ricoperta di
vigneti e alberi da frutta dalla costa sino alla collina". 

Oggi la Sicilia conosce un nuovo periodo di splendore e, in particolare l'Etna agricola, viene internazionalmente riconosciuta

come una gemma incastonata in un territorio leggendario.

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ROCCA PIZZICATA 

Il "Leone di pietra", questo è il nome che diamo all'antichissimo presidio di origine Siculo, che probabilmente conobbe la viticoltura
già nel VII Sec. A.C. con l'arrivo della popolazione greca.

 

Una fantastica struttura zoomorfa in pietra arenaria che rivela l’esistenza di un complesso monumentale del quale, malgrado i millenni, 

ancora oggi si intuiscono vari elementi. Alla sua base, tra i sentieri naturali celati nel bosco di querce, si trova un palmento o frantoio: 
una vasca litica  utilizzata nei millenni per la realizzazione di vino ed olio. Risalendo il pendio, attraversiamo un uliveto secolare fino ad ammirare un'antica aia realizzata interamente
in pietra dell'Alcantara e pietra lavica, un tempo utilizzata per la lavorazioni del grano.

 

Percorrendo l'antica trazzera di congiunzione tra Randazzo e Roccella Valdemone lo sguardo viene improvvisamente catturato da alcuni gradini che conducono ad un altare interamente intagliato nella roccia, un unicum in Sicilia, le cui origini sono ancora avvolte dal mistero.

Arrivati in cima, si palesa infine la grotta: una tomba a grotticella scavata nella roccia, risalente all'antica Età del bronzo (3000 - 2000 a.C.),
che offre allo sguardo la valle dell'Alcantara e il versante nord dell'Etna.